LA MORINGA

La Moringa Oleifera, appartenente alla famiglia Moringaceae, è diffusa in buona parte della fascia tropicale ed equatoriale del pianeta. La Moringa raggiunge dai 4 ai 7 m di altezza, ma con suolo profondo e fertile supera anche i 10 m, mentre i fiori, piccoli ma numerosi e di colore bianco crema, sono ottimi produttori di nettare per le api. In ambiente tropicale la pianta può fiorire due o tre volte all’anno. I frutti sono grandi baccelli a sezione triangolare, affusolati ed appuntiti (30-45 cm di lunghezza) verdi e morbidi se immaturi; a maturità assumono una colorazione ocra e poi marrone ed una consistenza legnosa.
I semi bruni contenuti nel frutto sembrano fagioli, ma sono tondeggianti e sono dotati di una membrana cartacea, sono da 16 a 22 per baccello, mentre ogni albero produce da 20 fino ad 80 baccelli.

La Moringa è una pianta notevole, considerata di enorme potenziale per combattere fame e povertà. Tutta la pianta è commestibile: le foglie sono usate come cibo umano e, con un sapore leggermente piccante, possono essere consumate crude; le radici e il tronco vengono invece utilizzate come foraggio per gli animali.

Le foglie sono ricche di proteine, vitamine e sali minerali. Contengono il 25% in peso di proteine, più dell’uova e quasi il doppio del latte di mucca, il quadruplo della vitamina A delle carote, quasi otto volte la vitamina C delle arance e il triplo del potassio delle banane.

La Moringa contiene più di 92 sostanze nutritive e 46 tipi di antiossidanti. Grazie a tutti i suoi benefici per la salute, questa pianta può essere facilmente considerata come la più nutriente sulla Terra. Rende più forti le difese immunitarie, favorisce la circolazione sanguigna, favorisce la digestione, regola e normalizza il livello di glucosio nel sangue, funge da naturale anti-invecchiamento ed è un ottimo anti-infiammatorio. In aree estremamente povere, viene considerata un toccasana per le gestanti e per le fasi di allattamento.

La Moringa contiene: Fosforo; Vitamina B1; Cromo; Manganese; Vitamina A; Rame; Zinco; Potassio; Magnesio; Ferro; Vitamina C; Vitamina B2; Proteina; Vitamine B3.

IL CACAO

La coltivazione del cacao ebbe inizio verso la fine del XVIII° secolo, ma non fu subito un successo. I primi raccolti incoraggianti coincisero con l’incremento della domanda a livello globale nell’era della prima rivoluzione industriale. Fino al 1800, infatti, le produzioni rimasero su bassi livelli. Furono le grandi potenze coloniali europee a diffondere il cacao vista la crescente richiesta dei consumatori occidentali.

Il cacao di nostra produzione è il Trinitario, un incrocio tra il Criollo e il Forastero, che presenta caratteristiche di entrambi ma è dotato di un aroma intenso e raffinato.

Per crescere gli alberi richiedono ottime condizioni vegetative: un terreno ricco, un clima armonico con temperature medie di 25°C e un alto tasso di umidità. I nostri terreni, collocati a macchia di leopardo nella Repubblica Dominicana, sono dotati di tali caratteristiche e ci permettono di produrre un cacao di altissima qualità. Nonostante la loro preferenza per il calore, però, gli alberi di cacao non amano la luce diretta del sole che va assolutamente evitata. Proprio per questo, gestiamo la piantumazione attraverso l’utilizzo dei Platani, pianta appartenente alla famiglia dei banani, che vanno a generare il microclima ideale per la crescita del cacao.

L’albero del cacao ha due cicli semestrali di fioritura caratterizzati da fiorellini a cinque petali bianchi (femmina) e rosa (maschio) che spuntano sul tronco e sui rami. Ovviamente  non tutti  verranno fecondati, naturalmente o a mano, e non più di quaranta daranno vita ad una cabossa riconoscibile per la forma ovoidale e per il colore verde.

Nella maggior parte dei paesi di coltivazione, la cabossa, ovvero il frutto del cacao, giunge a maturazione al termine della stagione umida e solo a maturazione completa assumerà il colore giallo-arancio. A questo punto, la cabossa viene aperta longitudinalmente con un machete. I nostri campesinos  utilizzano coltelli affilati per tagliare con attenzione il frutto maturo dall’albero cercando di non danneggiare il tronco, i fiori o i frutti stessi.

IL NONI

Il Noni (Morinda citrifolia) è una pianta appartenente alla famiglia delle Rubiaceae. Si tratta di un piccolo albero sempreverde con un’altezza di solito compresa tra 3 e 6 m (eccezionalmente fino a 10) e con foglie ellittiche o ovate piuttosto grandi (da 20 a 45 cm). Ciò che viene chiamato frutto è in realtà un sincarpo, cioè la fusione di molti piccoli frutti in un’unica massa.

I frutti del Noni nascono sullo stesso ramo in tempi successivi, è possibile dunque assistere ad un fenomeno che vede contemporaneamente frutti maturi, frutti acerbi, frutti in fiore e boccioli che daranno origine a nuovi frutti. Il Noni è una delle poche piante che produce fiori in presenza del frutto e che, inoltre,  produce frutti in tutti i mesi dell’anno.

Questa pianta prospera in tutto il mondo in un’ampia varietà di ecosistemi tropicali e temperato-caldi con temperatura media annua tra i 20 °C e i 35 °C. Pur avendo origini polinesiane, il Noni si è nei secoli ampiamente diffuso all’area caraibica proprio perché, in queste terre, trova il clima ideale alla sua crescita.

Tutte le parti del Noni (corteccia, radici, foglie, fiori e frutti) vengono abitualmente utilizzate in erboristeria per le loro proprietà medicinali.

La ricerca farmacologica ha riconosciuto la presenza di principi attivi, tra cui la proxeronina, precursore della xeronina, enzima a cui viene attribuito un ruolo fondamentale nel metabolismo cellulare. Il succo di Noni, inoltre, sarebbe in grado di stimolare il sistema immunitario grazie alla presenza dell’acido deacetilasperulosidico noto per le sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antitumorali e antiossidanti.

LA PAPAYA

La Papaya (Carica Papaya) appartiene alla famiglia delle Caricacee. È una pianta erbacea che si presenta come un piccolo albero poco ramificato con un fusto alto sino a 5/10 metri di color grigio-bruno che diviene fibroso con l’avanzare degli anni. Le foglie, disposte a rosetta all’apice del tronco, sono larghe, palmato-lobate e di circa 50/70 cm di diametro mentre i fiori sono direttamente prodotti all’ascella delle foglie. Il frutto è una bacca dalla forma oblunga, di circa 10/25 cm e larga 7/15 cm, può pesare fino a 9 kg, di colore verde che a maturità vira al giallo o al giallo-arancione.

Si tratta di una pianta originaria del centroamerica e la temperatura ottimale, per la crescita e per la produzione, è di 25°; le temperature non devono mai scendere sotto 0 °C e il terreno deve essere leggermente acido (pH 6,0/6,5) con un buon mix di minerali e alta capacità drenante. La raccolta dei frutti viene effettuata a mano, da novembre a giugno. Le produzioni possono raggiungere anche i 150 q.li/ha.

La nostra produzione di Papaya si sviluppa prevalentemente in Repubblica Dominicana, area caraibica leader nelle esportazioni. Grazie alle proprietà benefiche di questo frutto, si stima che il commercio mondiale di Papaya cresca ogni anno del 12%. Contiene infatti tanta vitamina C e molte fibre che aiutano a prevenire le malattie dell’apparato digerente.

Queste azioni benefiche sono dovute al fatto che la Papaya contiene un enzima, la papaina, che ha un’azione proteolitica ovvero molto utile per migliorare la digestione e l’assimilazione degli alimenti pesanti. La papaya funge anche da disintossicante ed elimina dall’organismo tutta quella serie di sostanze nocive, stimolando il metabolismo. Ma la sua vera forza risiede nella sua alta concentrazione di antiossidanti come carotene, flavonoidi, selenio e provitamina A che la rende un elisir contro l’invecchiamento cellulare combattendo i radicali liberi.