LA PAPAYA

La Papaya (Carica Papaya) appartiene alla famiglia delle Caricacee. È una pianta erbacea che si presenta come un piccolo albero poco ramificato con un fusto alto sino a 5/10 metri di color grigio-bruno che diviene fibroso con l’avanzare degli anni. Le foglie, disposte a rosetta all’apice del tronco, sono larghe, palmato-lobate e di circa 50/70 cm di diametro mentre i fiori sono direttamente prodotti all’ascella delle foglie. Il frutto è una bacca dalla forma oblunga, di circa 10/25 cm e larga 7/15 cm, può pesare fino a 9 kg, di colore verde che a maturità vira al giallo o al giallo-arancione.

Si tratta di una pianta originaria del centroamerica e la temperatura ottimale, per la crescita e per la produzione, è di 25°; le temperature non devono mai scendere sotto 0 °C e il terreno deve essere leggermente acido (pH 6,0/6,5) con un buon mix di minerali e alta capacità drenante. La raccolta dei frutti viene effettuata a mano, da novembre a giugno. Le produzioni possono raggiungere anche i 150 q.li/ha.

La nostra produzione di Papaya si sviluppa prevalentemente in Repubblica Dominicana, area caraibica leader nelle esportazioni. Grazie alle proprietà benefiche di questo frutto, si stima che il commercio mondiale di Papaya cresca ogni anno del 12%. Contiene infatti tanta vitamina C e molte fibre che aiutano a prevenire le malattie dell’apparato digerente.

Queste azioni benefiche sono dovute al fatto che la Papaya contiene un enzima, la papaina, che ha un’azione proteolitica ovvero molto utile per migliorare la digestione e l’assimilazione degli alimenti pesanti. La papaya funge anche da disintossicante ed elimina dall’organismo tutta quella serie di sostanze nocive, stimolando il metabolismo. Ma la sua vera forza risiede nella sua alta concentrazione di antiossidanti come carotene, flavonoidi, selenio e provitamina A che la rende un elisir contro l’invecchiamento cellulare combattendo i radicali liberi.

I DUBBI SU BASILEA 3 E LA MIOPIA SULLA VIGILANZA

A novembre si terrà a Brisbane in Australia il vertice dei capi di stato e di governo e tra le questioni affrontate c’è quella di rendere più stabili le grandi istituzioni finanziarie troppo grandi per fallire.

L’obiettivo è dunque quello di rafforzare patrimonialmente le grandi banche e le grandi assicurazioni per preservarle dai fallimenti registrati nel 2007/2008.

Il timore, per banche ed economia reale, è la possibilità di Basilea 4 con la richiesta di accantonamenti di risorse a fronte di impieghi verso famiglie e imprese.

Apprezziamo le parole del governatore Visco quando sollecita le banche a finanziare famiglie e imprese per dare il là a una ripresa economica ma restiamo basiti quando la disciplina di Basilea 3 impone accantonamenti crescenti a fronte di impegni che non siano stra-garantiti.

La crisi bancaria del 2007-2008 ha visto la nazionalizzazione di alcuni grandi banche in via di fallimento o l’acquisto di alcune di queste da parte di altre banche a loro volte destinatarie di risorse pubbliche. In gran parte di questi casi le banche ricapitalizzate con fondi pubblici hanno restituito agli Stati gli aiuti ricevuti a testimonianza che nel caso di grandi banche il salvatore della patria non può che essere lo Stato.

Se questo è vero, ed è vero, c’è bisogno di scambiare minori accantonamenti bancari legati alla erogazione del credito, con un rafforzamento della dote del fondo interbancario europeo alimentato con un maggior contributo dalle stesse banche.

IL PLATANO

Una coltura che caratterizza le nostre piantagioni in Repubblica Dominicana è quella del Platano. Si tratta di un frutto diffuso nei paesi caratterizzati da condizioni climatiche tropicali proprio perché richiede un clima umido, mite e caldo con piantagioni soleggiate poste al riparo dai venti.

Il Platano (Musa paradisiaca) fa parte della famiglia delle banane, basti pensare che banana in spagnolo si dice proprio platano. Si consuma solamente cotto ed è un alimento base delle popolazioni tropicali. Rappresenta infatti un alimento molto diffuso in tutta l’area caraibica e va completamente in sostituzione del pane ovvero come contorno principale nei piatti di carne.

Il colore al suo interno è giallastro o leggermente rosa. Quando la buccia è di colore verde tendente al giallo, il sapore della polpa è piuttosto delicato e la sua consistenza è amidacea. Al variare del colore della buccia, quando si avvicina di più al marrone o al nero, ha un sapore più dolce e un aroma più vicino a quello della banana grazie gli amidi che si trasformano in zuccheri.

L’altezza di queste piante varia tra i 2 ed i 12  metri e le foglie sono caratterizzate da dimensioni notevoli, intorno ai 2/3 metri con una larghezza di circa 60 cm che si dispongono a spirale attorno al fusto.

Da ogni fusto si crea un singolo gruppo difrutti(mani), generato da fiori rivolti verso l’alto, generalmente chiamato casco di banane, che può portare anche 20 esemplari e arriva a pesare anche 40 – 50 kg.

La forma incurvata della banana si spiega per il fatto che l’apice del frutto si dirige verso la luce mentre la sua sezione angolosa è spiegata dalla disposizione all’interno del casco. Da un ettaro di piantagione si possono ottenere da 300 a 400 regimi (grappoli o caschi) che equivalgono ad un peso di circa 15 tonnellate di frutta.

La sua attuale distribuzione a livello mondiale dipende dalla sua importanza alimentare. Si tratta di un frutto ricco di vitamine, fra le quali C, B1, B2, B6, PP, A e molto ferro, potassio (400 mg/100 g), calcio, fosforo e sodio.

La nostra produzioni di Platani è assolutamente biologica e per noi significa sviluppare un modello di produzionedifrutta fresca, nel massimo rispetto delle risorse naturali, al fine di preservare l’ambiente e soprattutto la salute del consumatore.

Nella coltivazione dei nostri Platani Biologici si utilizzano principalmente fertilizzanti organici naturali e senza eccessivi apporti idrici che renderebbero il frutto meno saporito e più soggetto al deterioramento.