I DUBBI SU BASILEA 3 E LA MIOPIA SULLA VIGILANZA

A novembre si terrà a Brisbane in Australia il vertice dei capi di stato e di governo e tra le questioni affrontate c’è quella di rendere più stabili le grandi istituzioni finanziarie troppo grandi per fallire.

L’obiettivo è dunque quello di rafforzare patrimonialmente le grandi banche e le grandi assicurazioni per preservarle dai fallimenti registrati nel 2007/2008.

Il timore, per banche ed economia reale, è la possibilità di Basilea 4 con la richiesta di accantonamenti di risorse a fronte di impieghi verso famiglie e imprese.

Apprezziamo le parole del governatore Visco quando sollecita le banche a finanziare famiglie e imprese per dare il là a una ripresa economica ma restiamo basiti quando la disciplina di Basilea 3 impone accantonamenti crescenti a fronte di impegni che non siano stra-garantiti.

La crisi bancaria del 2007-2008 ha visto la nazionalizzazione di alcuni grandi banche in via di fallimento o l’acquisto di alcune di queste da parte di altre banche a loro volte destinatarie di risorse pubbliche. In gran parte di questi casi le banche ricapitalizzate con fondi pubblici hanno restituito agli Stati gli aiuti ricevuti a testimonianza che nel caso di grandi banche il salvatore della patria non può che essere lo Stato.

Se questo è vero, ed è vero, c’è bisogno di scambiare minori accantonamenti bancari legati alla erogazione del credito, con un rafforzamento della dote del fondo interbancario europeo alimentato con un maggior contributo dalle stesse banche.

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